Intervista a Federica Colletti

Oggi intervisteremo Federica Colletti, aka @nonsuperareledosiconsigliate, una giovane artista emergente di Roma. La poetica di Federica si dispiega intorno al tentativo di far emergere una consapevolezza e un’interpretazione coerente del reale nel momento stesso in cui ne accetta la complessità e l’implicito, dando vita a un mondo allucinato e dai mille strati che si conferma come la rappresentazione più fedele all’esistenza, nell’accettazione della sua caoticità.

Between Two Worlds

L’immagine racchiude tanti significati, nati da una moltitudine di pensieri lasciati liberi di fluire e successivamente confluire in un’unica raffigurazione. Rappresenta una condizione di sospensione e di non-appartenenza.

A due mondi, ma anche a due epoche della propria vita, apparentemente molto diverse nella forma, ma identiche nella sostanza (l’ex manicomio fatiscente e il salotto che sembra gridare al lusso e al benessere, sono entrambi connotati da uno stato di abbandono). Le stanze (i due soffitti/pavimenti, in quanto l’immagine si può girare) simboleggiano le epoche.

Il lavoro è stato in gran parte ispirato da una frase di Thomas Mann ‘’Sto tra due mondi e in nessuno dei due sono di casa’’, reinterpretata in un’ottica che mette in relazione tempo e identità. Alle differenti epoche della vita di ognuno, oltre alle memorie ad esse connesse, sono relegate anche e soprattutto parti di sé. Tornarci, significa ri-incontrarle. E talvolta, non riconoscersi.

La sospensione simboleggia un essere ‘’altro’’ da ciò che si è stati, pur non sapendo chi si è attualmente. Un essere ‘’altrove’’, come condizione in cui il tempo è soprattutto un luogo psichico.

L’immagine può essere guardata sia così come si presenta che rovesciandola, ma anche girandola in un loop che ritrae un vagare tra luoghi che incarnano contemporaneamente passato e futuro. Un tempo circolare che appartiene a chi si sta ancora cercando ed è in attesa di ritrovarsi.

Perpetual Return

Quest’immagine raffigura una stanza sommersa, forse dimenticata, con due ragazze che fluttuano al suo interno cercando una via d’uscita. Il ‘’sommerso’’ sta a simboleggiare tutto ciò che abbiamo dentro, di cui però non siamo consapevoli, che spinge per trovare espressione.

La finestra è una metafora del sogno, definito da Freud una finestra sull’inconscio. In quest’ottica, le ragazze rappresentano i contenuti sommersi ed anche quelli latenti della dimensione onirica, scorgibili attraverso di essa solo in forma mascherata.

Infine, le due scale a pioli verso cui si dirigono le due fanciulle, sono in realtà i due estremi della stessa scala. Un richiamo al concetto di ritorno perpetuo di quegli elementi che nella vita sembrano essere ricorrenti, celandosi ogni volta dietro vesti diverse ma rivelando la stessa sostanza.

Un ripetersi che sembra inevitabile nonostante gli anni passati e i diversi contesti. Per quanto possa apparire il frutto di un destino già scritto, non è stato plasmato che dalle nostre stesse mani, guidate da schemi interiorizzati a noi spesso ignoti.

Horizons

L’immagine è stata creata, come le altre, tramite libere associazioni venute fuori nel momento stesso della creazione, per poi essere auto-interpretata. Ma (proprio come per le altre immagini) mi piace che l’interpretazione sia libera. C’è un significato differente per ogni paio d’occhi che osserva.

Ciò che mi scorreva dentro mentre prendeva forma erano sentimenti di libertà, leggerezza, positività, sguardo al futuro e apertura al cambiamento.

Per cominciare, il pattern florealedella scalinata, gradino dopo gradino, si trasforma in un campo di fiori. Simbolo degli obiettivi che grazie alla perseveranza e alla fiducia nelle proprie capacità, possono arrivare a concretizzarsi. Forse è l’unica parte di questo lavoro realizzata in maniera consapevole e voluta.

Il cielo arriva a straripare all’interno dell’abitazione, sfumando i confini del presente. È sfumato perché non c’è una netta linea di demarcazione che separa presente e futuro. Letteralmente, il primo sfuma nel secondo ogni minuto che passa.

La protagonista è immersa nel presente (il vestito ha lo stesso colore dell’edificio) ma ha lo sguardo rivolto al futuro. Lo sguardo della propositività che sembra abbattere le barriere e far dissolvere i confini.